17 Feb

Inaugura Sabato 17 Febbraio presso lo Spazio D’arte Contemporaneo Multidisciplinare “La Dama di Capestrano) -Capestrano (AQ)

la mostra ANIUMALS

a cura di  Monna Lisa Salvati.

ARTISTI:

Luciana AIRONI
Fabio Maria ALECCI
Susanna CATI
Meri CIUCHI
Gianluca ESPOSITO
Patrizia FRATUS
Sonia PISCICELLI IZN
Olga TEKSHEVA

Gli animali sono stati i primi soggetti ad essere raffigurati dagli uomini nella storia
dell’arte e nella preistoria occupando spesso un posto di rilievo e ancora oggi
continuano ad affascinare tanti artisti. Sono apprezzati per le loro doti ma anche
temuti, a volte, per la loro potenziale pericolosità. C’è chi li sfrutta purtroppo per la
loro forza-lavoro ma anche chi li ama per l’amore che danno in cambio di un po’ di cibo
e di affetto. Per alcuni uomini sono anche divenuti rappresentativi di simboli. Hanno
incarnato divinità e addirittura demoni. Per la maggioranza invece, sono soltanto cibo.
Personalmente li amo e per questo, non li mangio da trentanove anni ormai. Quindi li
celebro ospitando presso “la Dama di Capestrano” una mostra dal titolo che non lascia
interpretazioni, “Animals”. Per gli artisti presenti e per me, gli animali sono fonte di
ispirazione. Ogni giorno mi insegnano come possa esistere l’amore .  Simonetta Caruso (La Dama Di capestrano)

L’attuale e grande interesse profuso dalle agenzie educative e culturali, puntato come una lente
d’ingrandimento sul mondo vegetale ed animali, costringe ad una riflessione a 360 gradi su tutto
ciò che concerne l’ambiente circostante.
Anche il mondo artistico, sempre recettivo e attento, non può esimersi e dà il proprio contributo,
spesso in maniera ironica e provocatoria, mettendosi a disposizione per un dialogo/confronto che
coinvolge l’osservatore e lo spinge a riflessioni e domande.
Da qui prende il la ANIMALS, una mostra d’arte contemporanea che vede dialogare le opere di otto
artisti differenti per background, generazione e provenienza geografica che, fra il serio e il faceto,
ci conduce per mano in un interessante percorso artistico nel mondo animale.
Da sempre la presenza animale si è affiancata a quella dell’essere umano, talvolta in maniera
ostativa, altra ausiliatrice: da succulente prede idonee per imbandire tavole e feste a guardiani e
difensori di case e poderi, da validi strumenti di lavoro nei campi a utili mezzi di trasporto, da
capri espiatori a simboli di fortuna.
La storia e l’arte sono testimonianze vive di ciò.
Già nella preistoria è possibile, grazie alla pittura rupestre, avere contezza della funzione
propiziatoria degli animali; sui muri delle grotte vengono raffigurati animali selvaggi quali bisonti,
buoi, bovini ed equini intenti in scene di caccia. Il greco Esopo e il latino Fedro, maestri indiscussi
del genere favolistico, sono ricorsi ad animali antropomorfizzati per presentare vizi e virtù degli
esseri umani al mero scopo pedagogico e didattico.

Strettamente legata al tema del mare è la recente indagine artistica effettuata durante
l’isolamento pandemico da Susanna Cati, reatina di origine e perugina di adozione. Questo periodo
è stato determinante per la sperimentazione della tridimensionalità e dell’utilizzo di materiali
plastici di riciclo e l’attenzione dell’artista ha incentrato il focus su una delle più urgenti istanze
della nostra contemporaneità: l’inquinamento. Nell’opera “Abisso” ci si immerge metaforicamente
in quello che potrebbe essere appunto il fondo marino. Più si scende in profondità e maggiormente
il buio diventa pregnante; ma è proprio in questo habitat che è possibile scorgere e conoscere
differenti forme di vita che si nutrono della loro bioluminescenza.
Per acquisire nuove conoscenze occorre però avere il coraggio di guardare oltre, di dirigersi verso
l’ignoto, di superarsi e affrontare le paure, infatti come dice Dino Buzzati “Grandi sono le
soddisfazioni di una vita laboriosa, agiata e tranquilla, ma ancora più grande è l’attrazione
dell’abisso”. In questa ricerca ci si accorge che tutto si trova sullo stesso piano, ogni cosa che
appartiene al cielo, alla terra o all’abisso, si fonde e si confonde tanto da diventare parte di un
tutt’uno. Nelle due opere in mostra tratte dal progetto “Fons, fontis”, grande installazione
modulare ed immersiva, si mette in luce la possibilità di un comportamento più corretto e
rispettoso verso l’ambiente.  Monna Lisa Salvati)