anno 2022

Materiale: feltronaturale,fettuccia di cotone,fili colorati in teca di vetro.

Tecnica : ricamo e applicazione in pizzo d’Irlanda (tipico del lagp Trasimeno)

dimensioni : 27/22/5 cm.

SEGA LA VECCHIA
(…) “Sega la vecchia” una tra le più interessanti e complesse manifestazioni prodotte dalla cultura subalterna rurale dell’Um- bria, oramai in disuso, almeno nelle sue forme tradizionali, dai primi anni Sessanta del secolo scorso. Il “Sega la vecchia”, così come si configura nella parte occidentale del territorio regionale, consiste in una rappresentazione itinerante con questua, rea- lizzata nel periodo di mezza Quaresima da squadre composte ciascuna da quindici-venti giovani contadini di sesso maschile: ogni squadra si sposta di casolare in casolare mettendo ripetutamente in scena il proprio spettacolo sino all’alba e ottenendo in cambio uova e vino. (…)* da”Sega,seghin,segamo…Studi e ricerche su “Sega la vecchia/G.Baronti,G.Palombini,D.Parbuono/
Morlacchi Editore
Secondo gli antropologi Baldini e Bellosi, la Vecchia è il simbolo della Terra che dopo il gelo dell’inverno si riapre e si prepara a produrre i suoi frutti e il taglio prodotto nel ventre della Vecchia evoca il parto della terra gravida dei futuri raccolti. L’opera di Susanna Cati è ispirata da questa tradizione diffusa in diverse varianti in tutto il territorio umbro. La sua ricerca in- daga le matrici dell’identità culturale dei territori attraverso lo studio del folclore e dei riti popolari restituendone una sintesi che nell’opera d’arte coniuga passato, presente e futuro. L’artista si interroga sulle conseguenze della perdita di una memoria collettiva di esperienze condivise in seno alle comunità e sull’effetto derivante da questo impoverimento nei processi forma- tivi delle nuove generazioni. Nelle sue opere in teca, Cati dà forma all’essenza del sistema valoriale alla radice delle diverse espressioni della cultura popolare locale nei più disparati luoghi del mondo, reinterpretandone in chiave contemporanea simboli e significati. Così in quest’opera la quercia – ovvero la Vecchia – è rappresentata come una cornucopia traboccante di frutti che non sono più le messi dei campi dell’antica civiltà contadina ma le parole chiave della nostra contemporaneità. L’urgenza di custodire e trasmettere la memoria viva di chi siamo stati e da dove veniamo è tanto più necessaria quanto più l’umanità si avvia verso una globalizzazione che passa anche attraverso i nuovi codici del virtuale; un patrimonio di conoscenze ed esperienze che informa, nutre ed arricchisce la consapevolezza di chi siamo e di dove stiamo andando.

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